4月20日
Gli aspetti dell'espiazioneConvegno su GLI ASPETTI DELL'ESPIAZIONE Oratore: prof. I.H. Marshall | 12 maggio
Le Edizioni GBU e l'Istituto Biblico Evangelico Italiano (IBEI) vi invitano a partecipare a un Convegno - Seminario:
Perché Gesù ha dovuto soffrire e morire?
(I. Howard Marshall)
12 maggio 2007 Chiesa Battista di Trastevere
Via della Lungaretta, 124, ROMA
PROGRAMMA
ore 10.00 prima sessione La necessità dell'espiazione
ore 11.30 pausa tè
ore 11.45 seconda sessione La natura della morte di Cristo
ore 13.15 pranzo
ore 15.00 terza sessione Il posto della risurrezione di Cristo come base della salvezza
ore 16.30 Presentazione iniziative editoriali
ore 16.45 quarta sessione I risultati dell'opera di Cristo
ore 18.30 Conclusione
Il Convegno è aperto a tutti ma è necessario iscriversi entro e non oltre il 30 aprile prenotandosi via email, fax o telefonando ai seguenti recapiti:
tel. 06-20762293 (IBEI: orari d'ufficio)
0871-563378 (Edizioni GBU) | info@edizionigbu.it
L'iscrizione sarà ritenuta valida con il versamento della quota di 30 EUR (che include anche i 10 EUR del pranzo) sul ccp 74358003 intestato all'Istituto Biblico Evangelico Italiano specificando Convegno Marshall.
Visti i posti limitati vi chiediamo di prenotarsi al più presto.
I.H. Marshall è professore di Nuovo Testamento presso l'Università di Alberdeen in Scozia ed è un biblista di fama mondiale. E' uno dei curatori del Dizionario biblico che le Edizioni GBU stanno per pubblicare in italiano a cura di Rinaldo Di prose.
Del Dizionario biblico Marshall ha detto: "Considero il Dizionario Biblico una pubblicazione estremamente utile sia per me stesso sia per i miei studenti e nonostante esso abbia già una lunga vita, non trovo di meglio da raccomandare calorosamente".
Nel corso della giornata sarà anche presentato il nuovo libro: Dio in Cristo, riconcilia, I.H . Marshall e S. Romerowski
Per raggiungere la Chiesa Evangelica Battista - Via della Lungaretta, 124 - Roma
Dalla stazione ferroviaria di Termini si deve prendere l'autobus H e fermarsi subito dopo il ponte Garibaldi e scendere in Piazza Sonnino. A pochi passi, sulla destra, c'è Via della Lungaretta.
Chi viene in auto può trovare parcheggio a pagamento nei garage della zona vicino a Piazza Sonnino.
Per chi volesse pernottare prima o dopo il convegno, può mettersi in contatto con gli indirizzi sopra specificati per ricevere informazioni relative ad alberghi siti nelle vicinanze della Chiesa Battista.
4月7日
LA CROCE!
La croce è il simbolo centrale e universale del cristianesimo.
Sulla croce, infatti, il Signore Gesù, una volta per sempre, ha spezzato il potere del peccato per cancellarlo, liberando l’uomo (come me, te, tutti) prigioniero e schiavo del peccato.
Il Suo sacrificio, la Sua morte e risurrezione liberano e purificano anche la persona più “sporca”, che riconosce e accetta Gesù Cristo come unico Signore e personale Salvatore.
Dalla 2°Lettera di Timoteo 1:10
"Gesù ha distrutto la morte".
(clicca sulla foto per l'ingrandimento)
© Claudio Centin alias "Cinquino"
Vedi il significato di croce sul dizionario biblico
C'è pasqua per te
Editoriale del 5/4/2007
Pasqua. Già il vocabolo evoca sentimenti di diffidenza in buona parte degli evangelici italiani, per i quali qualsiasi riferimento a una tradizione precedente agli anni Cinquanta, valida o non valida che sia, è da deprecare.
Inutile negarlo: gli evangelici italiani hanno qualche problema, quando si parla di riti. E d'altronde l'immaginario collettivo, quando si parla di riti, riporta alla mente occasioni fredde, cupe, prive di significato per chi vi partecipa. Ma un rito, inteso come momento solenne, non è per forza qualcosa di negativo, anzi: anche gli incontri domenicali, i culti, hanno una loro componente rituale nella pacifica regolarità che seguono.
Forse dovremmo man mano cominciare ad accorgerci che l'assenza di momenti, occasioni, appuntamenti solenni - siano essi personali, di famiglia, di chiesa - non è in assoluto qualcosa da rivendicare come purezza cristiana tout court. Gli ebrei ricordano la pasqua con una cena, il sèder di pesach. Un rito che ha ordinato Dio stesso, ben sapendo che l'uomo tende a dimenticare, e ha bisogno anche di momenti forti, simbolici, per ricordare: la forma al servizio della sostanza. Un rito, la cena di pesach, che nulla ha da vedere con il sacrificio, e molto con la gioia: si tratta, in fondo, di un momento conviviale, non di una penitenza, perché Dio conosce le sue creature e i loro desideri.
Quale differenza rispetto a noi, che ci consideriamo cristiani evangelici. Non rinunciamo alla gioia di un pasto solenne, ma nel rottamare tradizioni o riti abbiamo ridotto la cena a una banale occasione per rimpinzarci: perfino l'abitudine occidentale del "discorso" formale, unica occasione per ricondurre un pasto al suo significato, non si usa più. Ed è un peccato, perché se la festa deve commemorare qualcosa, è essenziale che ne tratteggi i contorni.
Eccoci quindi nuovamente al punto di partenza: si ripropone il problema di trovare un modo per dare alla pasqua un significato. Proviamoci, magari ispirandoci ai suggerimenti biblici.
Se la pasqua deve essere una festa, che non sia solo un tripudio di portate, ma un momento in cui la famiglia legge insieme i testi che narrano le vicende che si vogliono ricordare: le sofferenze, la morte, la risurrezione di Gesù il Messia, eventi che hanno avuto un ruolo essenziale nella storia e hanno ancora oggi una parte essenziale nella vita di ogni cristiano consapevole.
Le modalità per commemorare questi fatti non mancano, e spaziano dalla solennità all'informalità, dai racconti dei quattro vangeli alle profezie di Isaia; ci sono perfino utili strumenti per integrare questo materiale in un unico racconto. In questo momento ognuno può avere un suo ruolo attivo con la lettura e la riflessione, e anche i bambini, con le loro domande, possono essere parte integrante del ricordo (è un consiglio che peraltro arriva dal primo Pedagogo, Dio stesso).
Tutto questo per adempiere a una richiesta divina: ricordatevi di me. Ricordate ogni giorno, certo. Ogni domenica, volendo. E, perché no, magari dando maggiore intensità al ricordo una volta all'anno, approfittando del fatto che - volenti o nolenti - siamo assorbiti da un contesto pasquale fatto di riti che, quelli no, non ci appartengono.
Ricordatevi di me. Una delle peggiori disgrazie, per l'uomo, è perdere il ricordo di quel che era. Una delle peggiori colpe per il cristiano è dimenticare il sacrificio di Cristo, che ha lavato i suoi peccati. E la sua resurrezione, che gli donato la vita.
Tratto dall'editoriale di evangelici.net

4月4日
Ricordiamo che sabato 7 aprile 2007 si terrà in sala l'incontro del gruppo giovani alle ore 19:00.